Kentucky Fried Chicken: il pollo sarà italiano e antibiotic free

“Entro il 2030 Kentucky Fried Chicken utilizzerà pollo antibiotic free”.  Kfc Italia, brand nato dall’idea imprenditoriale del Colonnello Harland Sanders, conosciuto per l’iconico pollo fritto preparato secondo l’Original Recipe, vira decisamente nella direzione della sostenibilità dopo il recente annuncio che la materia prima sarà “made in Italy entro 12-24 mesi”.

Riduzione dei farmaci, welfare animale e tracciabilità, sempre più al centro. “Il bio ha ancora poco appeal”

Il nuovo obiettivo alza ulteriormente l’asticella nella direzione dei trend attuali che premiano il lato green, sostenibilità e welfare animale e che vede coinvolta produzione e distribuzione. “Da quattro anni – fa sapere l’Ad, Corrado Cagnola – stiamo riducendo gli antibiotici. È in atto un protocollo che ci porterà all’antibiotic free nel 2030. Abbiamo, però, bisogno di avere un pezzo di industria che ci segua. Oggi la distribuzione è ancora orientata sul prezzo”. I volumi di pollo utilizzato mediamente da un ristorante KFC in Italia sono 80-90 tonnellate. Per un giro d’affari annuo medio per ristorante di 1,8 milioni di euro e 12 milioni di clienti serviti. In Italia Kfc (society del gruppo Yum! Brands che comprende anche i marchi Pizza Hut e Taco Bell) è arrivata nel 2014. In pochi anni i ristoranti Kfc aperti sono diventati 38. Ed entro fine anno le aperture in franchising saliranno a 44. “Contiamo di continuare con il ritmo di una ventina di aperture all’anno. Obiettivo è arrivare a 100 ristoranti nei prossimi due anni”.

“Abbiamo attenzione su tutti i trend – prosegue Cagnola –. Teniamo d’occhio anche il bio che però oggi ha meno appeal: quando ci sarà risposta più positiva prenderemo in considerazione anche quello. Siamo attenti a welfare animale e tracciabilità. Abbia-mo pratiche di allevamento più rigorose di quelle indicate dall’Ue per garantire mag-giore benessere animale, spazi più ampi, polli allevati a terra. La tracciabilità è dal mangime al ristorante. La gente si aspetta da noi questo impegno perché sanno che sul pollo ci sappiamo fare”.

Dal 2011 la filiera avicola italiana ha ridotto dell’82% gli antibiotici negli allevamenti

Il made in Italy per Kfc Italia è un driver troppo importante per non essere utilizzato. “Oggi la nostra materia prima arriva dall’Olanda e dalla Polonia – fa sapere – fino a sei mesi fa proveniva solo dall’Olanda. Sono fornitori controllati e certificati, quello polacco ha casa madre nel Regno Unito. La filiera avicola italiana è di qualità: non avremmo difficoltà a prendere da subito pollo italiano, ma i nostri standard sono impegnativi e dobbiamo aspettare di avere grossi volumi per consentire ai fornitori di ammortizzare gli investimenti che dovrebbero fare per noi. Stiamo parlando con i tre più grossi fornitori italiani: l’ingresso sarà graduale sui prodotti e non al 100%”.

La filiera avicola italiana da alcuni anni ha intrapreso un percorso virtuoso per l’uso razionale del farmaco. “Dal 2011 la riduzione degli antibiotici negli allevamenti è sta-ta dell’82%, un cambio epocale” ricorda Lara Sanfrancesco, direttore di UnaItalia, as-sociazione che rappresenta oltre il 90% delle produzioni di carne avicola, il 40% di quella cunicola (e il 20% di quella suina), con 18.500 allevamenti, 1.600 imprese associate per un fatturato di 5,85 miliardi. Il nuovo piano lanciato nel 2017 ha messo tra l’altro al bando le cefalosporine e la colistina nel pollo. Il settore avicunicolo è l’unico settore zootecnico autosufficiente: produce il 107% delle carni necessarie al consumo interno. Sconta il minor consumo carne bianca rispetto alla media Ue, anche per la forte presenza dei salumi.

Kentucky Fried Chicken: il pollo sarà italiano e antibiotic free - Ultima modifica: 2019-11-19T18:49:01+00:00 da Daniele Colombo

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